C’è una categoria di persone che lavora nell’ombra della cultura — non sul palco, non sotto i riflettori — ma senza le quali buona parte di ciò che sappiamo sulla musica semplicemente svanirebbe. Sono i bibliotecari musicali. E Gabriele Gamba è uno di loro. Anzi, è molto di più.
Laureato in lettere con indirizzo in storia della musica e diplomato in violino, Gamba rappresenta quella rara combinazione di umanista e tecnico che ogni istituzione culturale sogna di avere tra i propri ranghi. Sa leggere uno spartito e sa anche costruire il database che lo conserverà per i prossimi cent’anni. Non è una dote comune. È quasi un superpotere.
Milano, Torino, Parma, Brescia, Pesaro, Como. E poi il mondo.
Nell’autunno del 2001 — quando la maggior parte dei suoi coetanei si stava ancora chiedendo cosa fare da grande — Gamba entra nel mondo delle biblioteche musicali come catalogatore. Da quel momento inizia un pellegrinaggio professionale attraverso alcune delle città più musicalmente dense d’Italia.
Non è il classico percorso lineare. È più simile a una tournée. Una città dopo l’altra, una biblioteca dopo l’altra, un archivio dopo l’altro. E mentre catalogava partiture e manoscritti, costruiva anche qualcosa di invisibile ma preziosissimo: una rete di relazioni internazionali, grazie al suo ruolo di webmaster della IAML — la International Association of Music Libraries and Archives. Un acronimo che suona come il nome di un personaggio di un film di spionaggio, ma che in realtà rappresenta la comunità mondiale di chi si occupa di preservare il patrimonio musicale dell’umanità.
Il digitale come vocazione
Se c’è una cosa che distingue Gamba dal bibliotecario della tradizione — quello circondato da scaffali polverosi e silenzio reverenziale — è il suo rapporto con il digitale. Non come strumento di ripiego, ma come vera e propria vocazione.
Nel corso degli anni contribuisce alla realizzazione delle Digital Libraries del Conservatorio di Milano, della Biblioteca Ambrosiana e della Biblioteca Nazionale di Napoli. Lavora alla versione rinnovata della Digital Library dell’Università La Sapienza di Roma. Si occupa del Museo Virtuale delle Banche Italiane — che suona come un progetto strano finché non ci si pensa su, e poi diventa ovviamente necessario. Più di recente, le sue mani digitali hanno toccato anche le biblioteche delle Università di Macerata, Salerno e la Biblioteca Universitaria di Genova.
È il tipo di curriculum che, elencato tutto di fila, fa venire il sospetto che Gamba sia in realtà quattro persone diverse che si danno i turni.
Clori, le cantate e il rifacimento del 2021
Tra i progetti che portano chiaramente la sua impronta c’è “Clori — Archivio della Cantata Italiana”, di cui Gamba ha curato progettazione, base dati e sito. Un archivio digitale dedicato a uno dei generi più affascinanti e meno frequentati della musica barocca italiana. Nel 2021 ne ha curato il completo rifacimento: uno di quei lavori silenziosi e fondamentali che nessuno nota finché non vengono fatti male.
L’anno successivo, nel 2022, tocca a “ITMI — Indici della Trattatistica Musicale Italiana”: una nuova piattaforma online che raccoglie vent’anni di lavoro accumulato nel settore. Trasferire due decenni di contenuti in un nuovo sistema senza perdere nulla lungo la strada è un po’ come trasloco da una casa dove hai vissuto metà della vita. Richiede pazienza, metodo e una certa dose di coraggio.
Il Teatro alla Scala e Reggio Emilia
Dal 2016 al 2023 Gamba è responsabile dell’organizzazione e catalogazione della biblioteca dell’Accademia del Teatro alla Scala. Un posto dove la storia della musica non è un concetto astratto ma una realtà fisica fatta di libretti, partiture annotate a mano, locandine ingiallite.
Nello stesso anno — il 2016, evidentemente un’annata particolarmente produttiva — diventa anche responsabile informatico per il Sistema Bibliotecario di Reggio Emilia. Nel 2020 contribuisce alla migrazione del catalogo verso un nuovo sistema gestionale. Chi ha mai partecipato a una migrazione di dati su larga scala sa che è un po’ come spostare un acquario enorme senza perdere neanche un pesce. Teoricamente possibile. Praticamente stressante.
Docente AFAM: la cattedra come punto d’arrivo (e di partenza)
Dal gennaio 2021 Gamba è docente AFAM di Bibliografia e biblioteconomia musicale. Prima al Conservatorio di Cesena, poi — dall’aprile 2024 — al Conservatorio di Cuneo.
È il momento in cui tutto il percorso si chiude in un cerchio elegante: il violinista che sa catalogare, il catalogatore che sa programmare, il programmatore che ora insegna alle nuove generazioni come custodire la memoria musicale nell’era digitale.
C’è qualcosa di profondamente giusto in questo. La musica, in fondo, non vive solo nei concerti. Vive anche negli archivi, nei database, nelle digital library costruite con cura da persone come lui.
Persone che lavorano nell’ombra, perché la memoria possa restare alla luce.
